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21 aprile 2016

Passante Nord: una vittoria a metà

Se da un lato è una vittoria che il Passante Nord non sia più fatto, dall'altro la soluzione proposta desta alcune perplessità.
Prima tra tutte la modalità con cui, rottamato improvvisamente il vecchio progetto, altrettanto improvvisamente si inizia a lavorare su una sola proposta di potenziamento della tangenziale e autostrada nel nodo bolognese, come se fosse scontato che l'unico modo per risolvere il problema del traffico sia aumentare le strade e non il trasporto pubblico con particolare attenzione a quello su ferro più adatto a tragitti metropolitani (quelli appunto che uno di solito fa in auto intasando tangenziale e autostrada), come se fosse scontato che quella è l'unica opzione di potenziamento possibile, opzione che prevede comunque un consumo di suolo e degli espropri (il progetto in viadotto ad esempio non presenta queste criticità - progetto che mi è stato impedito di presentare in comune con un'udienza conoscitiva che non è mai stata calendarizzata - questa è la millantata democrazia e la sbadierata partecipazione del PD).
Poi l'assenza di studi sul flusso di traffico (allegati all'accordo non vi sono), se e come aumenterà e quali ripercussioni avrà sulla viabilità ordinaria. Non basta allargare una rampa della tangenziale o aggiungere una rotatoria, è come ingrandire una bottiglia (tangenziale e autostrada) lasciando il collo stretto (viabilità ordinaria) e avere l'illusione l'acqua fluisca più rapidamente (ovvero rimarranno le congestioni di traffico).
Il percorso corretto dafare sarebbe stato:
  • potenziamento spinto di trasporto pubblico, ferroviario con SFM e autobus
  • potenziamento rete ciclabile
  • compleamentamento della viabilità ordinaria (che ora viene considerata come opere di adduzione al passante di mezzo) che era da fare a prescindere dai vari passanti
una volta realizzato tutto queso si verifica la dimensione del traffico su gomma rimasto e si valuta se potenziare e come tangenziale e autostrada.
Ma si sa ... qui le cose il PD le fa a rovescio, partendo dalle scadenze elettorali e dal bisogno di raggranellare voti, non partendo dalle reali esigenze dei cittadini. 

04 aprile 2016

Ferma le #trivelle: vota SI per dire NO il 17 aprile al #referendum

Disegno di Antonio Tirelli per Coalizione Civica
Tra due domeniche, il 17 aprile, ci sarà un referendum molto importante. Votando SI non potranno più essere rinnovate alla loro scadenza le attuali concessioni di estrazione e ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Attualmente le società petrolifere non possono più richiedere nuove concessioni ma le attività di estrazione e ricerca già in corso non avrebbero più scadenza certa poiché la legge di stabilità del 2016 lo ha reso possibile.
A poco meno di due settimane dal voto pochi sanno che c'è un referendum, ancora meno sanno di cosa si parla, e di questi molti non hanno chiaro come votare. Oltre alla mancata informazione sul tema, si aggiunge l'invito del PD all'astensione così che il quorum non sia raggiunto. Il referendum è uno dei più alti esercizi di democrazia, come può il PD, che la democrazia l'ha messa addirittura nel suo nome, boicottare un referendum? E' semplicemente ridicolo!
Legambiente, che in questi giorni sta sollecitando i Sindaci a prendere posizione per il SI, e io aggiungo anche i candidati a Sindaco, spiega che nelle piattaforme italiane si estrae solo gas, non petrolio, e che copre non più dell' 1,7% dei consumi nazionali, quindi una percentuale davvero minima. Poi segnala i gravi problemi di subsidenza direttamente legati all'estrazione. Ovvero mano a mano che si estrae le nostre coste si abbassano, la sabbia se ne va e spendiamo 13 milioni di euro per rimettercela. Peccato che con le Royalties dalle compagnie petrolifere veniamo risarciti solo per 7,5 milioni. Oltre a danno la beffa.
Coalizione Civica si si è già espressa a favore del referendum e io sarò con lei in prima linea per sostenere il SI.

17 febbraio 2016

Discarica ex mercato Navile, tutto fermo in attesa della Procura

Il cantiere dell'ex Mercato Navile non trova pace.
Repubblica a gennaio scrive "C'è una collina di rifiuti speciali nel quartiere Navile. Una collina alta 6 metri, lunga 170 e larga 70. Una montagnola, tra via Greta Garbo e via Gobetti, costruita con scarti di lavorazioni edili e stradali. Sotto il primo strato di terra hanno messo cemento, bitume e chissà cos'altro. Qualcuno ha scavato una grossa buca e ha scaricato dentro materiale che, invece, doveva finire in una discarica autorizzata. Poi ha ricoperto tutto."
Ho preparato un'interrogazione per chiedere le dimensioni dell'area interessata, che materiali sono stati rinvenuti e che tipo di approfondimenti sono previsti. La risposta dell'amministrazione non aggiunge nulla di più a quanto emerso dalla stampa. E' tutto fermo in attesa della Procura, i materiali ritrovati al momento sono "asfalto, segnali stradali, pali in cemento occultato con circa due metri di terreno di riporto".
Il Comune, alla luce dei ritrovamenti, ha emesso un'ordinanza nei confornti del Consorzio Mercato Navile, Consorzio Cooperative Costruzioni e Coop. Costruzioni per sospendere in via cautelativa e immediatamente le opere in corso di realizzazione in quell'area . Se già prima questo cantiere aveva subito fortissimi ritardi ora la situazione è ancora più bloccata.

Stralcio dell'ordinanza del Comune


Di seguito la documentazione

09 dicembre 2015

Coop Costruzioni: tra cattivi odori e suolo contaminato l'amministrazione sta a guardare

Alla Noce i problemi non sono risolti, continuano i cattivi odori. Se la situazione è migliorata rispetto ad anni fa, non si può di certo dire che sia risolta e ci sono periodi in cui l'aria continua ad essere irrespirabile. L'amministrazione si è concentrata molto su una delle due aziende che lavorano il bitume, la Valli Zabban, ma ha messo nel dimeticatoio lo stabilimento di Coop Costruzioni. Uno stabilimento vecchio, obsoleto, con una serie di problemi di fuoriuscita di fumi e che avrebbe dovuto prima trasferirsi, poi con il nuovo presidente questa ipotesi è stata abbandonata e lo stesso Comune, col fatto che lo stabilimento comunque lavorava poco, lo ha ritenuto non problematico in relazione ai cattivi odori. Non si capisce però come mai vi sia stata una solerte attenzione sullo stabilimento di Valli Zabban tanto che la stessa negli anni è stata costretta a fare numerosi adeguamenti,  stessa solerte attenzione è stata dimostrata nei confronti di Sintexcal alla quale è stato chiuso l'impianto poichè non procedeva agli adeguamenti necessari, ma altrettanta solerzia non è stata messa in Coop Costruzioni che ha una situazione impiantistica analoga a quella di Sintexcal. Ora per Coop costruzioni si apre purtroppo un nuovo capitolo in seguito alla sua messa in liquidazione, rimarrà quindi da capire quale sarà il destino di questo stabilimento. Desta stupore il fatto che la pubblica amministrazione debba ancora saldare 12 milioni di euro a Coop Costruzioni, da una parte gli enti pubblici e lo stato parlano di rilancio dell'economia, bandi per l'assegnazione di fondi alle aziende, jobs act, dall'altra gli stessi enti mandano in crisi le aziende non pagando le forniture evase. No comment.

Ho preparato quindi un'interpellanza per chiedere chiarimenti "in merito allo stabilimento di Coop Costruzioni sito in via Zanardi 372 a Bologna che produce conglomerato bituminoso".
Queste le mie domande:

19 novembre 2015

Valli Zabban: cosa è stato fatto, quali i prossimi passi

In seguito all'udienza conoscitiva che avevo chiesto in Commissione Ambiente per avere aggiornamenti sulla vicenda di Valli Zabban, l'azienda si era resa disponibile ad accoglierci in un sopralluogo. Insieme ad altri colleghi abbiamo visitato tutto lo stabilimento, ci sono state mostrate  le modifiche apportate nel corso degli anni e spiegato come funziona il ciclo produttivo. Ho segnalato che i residenti (tra cui io) continuano a sentire cattivi odori cosa che ha meravigliato il direttore dello stabilimento. Devo onestamente dire che dopo avere visto l'impianto, se la puzza non l'avessi sentita con il mio naso, sarebbe sembrato strano anche a me. Ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che lì accanto c'è l'impianto di conglomerati bituminosi di Coop Costruzioni che sta lavorando, e a cui che l'amministrazione da tempo ha smesso di pensare, nonostante sia obsoleto e non abbiano alcuna intenzione di adeguarlo, oggi meno che mai dato che l'azienda è in liquidazione coatta. Non si capisce come mai la Provincia chiuse l'impianto di Sintexcal proprio in virtù della sua obsolescenza e della mancata volontà dell'azienda di adeguarlo, e per quello di Coop Costruzioni che versa nelle medesime condizioni non sia stata adottato il medesimo provvedimento, semplicemente l'amministrazione continua a ribadire che ha calato la produzione. Certo è che se quel poco che

Sintexcal: il TAR da ragione alla Città Metropolitana

E dopo i passi avanti della scorsa settimana in commissione Ambiente, che avevo richiesto per avere aggiornamenti sulla situazione, dove l'Assessore ci ha informato che lo stabilimento di Sintexcal, chiuso dal 2012, non riaprirà da nessuna parte, l'attuale proprietà dovrà bonificare l'area poi verrà fatto un insediamento residenziale, è di oggi la buone notizia che il TAR ha dato ragione alla Città Metropolitana respingendo il "ricorso della Sintexcal con il quale l'azienda di Bologna chiedeva l'annullamento del provvedimento con cui la allora Provincia, il 15 ottobre 2012, respingeva la richiesta di rinnovo dell'autorizzazione rilasciata nel 2008 per mancanza di un progetto credibile che realizzasse opere di captazione, convogliamento e trattamento di tutte le emissioni in fuoriuscita dall'impianto". Questo è quanto annuncia la Città Metropolitana e che continua a spiegare "A seguito delle numerosissime segnalazioni di cittadini che lamentavano forti e persistenti odori di bitume sull'area circostante, densamente abitata, erano infatti intervenute ARPA e AUSL che in una nota congiunta del gennaio 2012 avevano attestato "una situazione di pericolosità grave ed immediata". Pertanto, nel gennaio 2012 la Provincia aveva disposto la sospensione immediata a fronte dell'autorizzazione. Tale provvedimento è stato oggetto di un primo ricorso poi respinto dal Tar Bologna nel gennaio del 2015 che si è pronunciato nel merito.

12 novembre 2015

Sintexcal: ad un passo dalla soluzione

Dopo 15 anni di lotte del Comitato Ambiente Santa Viola contro i disagi causati da Sintexcal, azienda che produce conglomerati bituminosi, sembra data per certa la chiusura dell'impianto di via Agucchi a Bologna, e naufragherà l'ipotesi dell'ampliamento dell'area produttiva. Ora le parti devono siglare l'accordo integrativo per dare il via all'operazione. Una buona notizia.

In sintesi lo stabilimento chiuso dal 2012 non riaprirà da nessuna parte, l'attuale proprietà dovrà bonificare l'area poi verrà fatto un insediamento residenziale. Entro il mandato, quindi prima delle elezioni di primavera 2016, da un punto di vista burocratico dovrebbe essere tutto pronto, variante al POC compresa.

Di seguito le agenzie di stampa

11 novembre 2015

Passante Nord: la sterzata del PD è solo campagna elettorale?

Nell'arco di 24 ore il PD è passato da una posizione nettamente favorevole al Passante Nord ad una contraria. Sono stati effettivamente folgorati sulla via di Damasco o hanno capito che elettoralmente non paga portare avanti quest'opera? Millantano che toglierà il traffico dalla Tangenziale di Bologna, cosa che Autostrade stessa sostiene avverrà in maniera marginale, e comunque se anche partissero ora i cantieri ci vorranno almeno una decina di anni per vederlo costruito e il problema del traffico è ora. Quindi elettoralmente paga di più parlare di allargamento della tangenziale, allargamento che non tiene conto che in diversi punti la tangenziale "accarezza" gli insediamenti urbani, che allargare dei ponti e cavalcavia costa, e che gli svincoli sarebbero tutti da rivedere. Tutto questo per avere una corsia in più e a caro prezzo.
A questo punto sollecito vivamente in presidente PD della Commissione Comunale Mobilità affinché convochi con estrema urgenza la mia udienza conoscitiva per approfondire il progetto di potenziamento in sede della tangenziale attraverso la costruzione di un viadotto (che poco elegantemente il nostro Assessore Colombo ha definito una "suggestione progettuale"). Invece che allargare, che tra l'altro richiede espropri, si lavora in altezza raddoppiando la sede stradale, non solo aggiungendo una corsia per senso di marcia.

Di seguito c'è la mia richiesta di udienza conoscitiva del 2 novembre 2015.

18 settembre 2015

Monte Paderno: quasi due anni per togliere un cantiere abbandonato

Foto fornita dal Comune di Bologna
Cantiere che era abbandonato almeno dal 2010.
In seguito ad una segnalazione del 2013 feci un'interpellanza per capire se l'amministrazione se ne stava occupando. Nella risposta che mi arriva ad ottobre l'amministrazione spiega spiega che è stata emessa un'ordinanza di sgombero. Nel 2014 ad un anno dalla segnalazione la situazione era ancora invariata, con l'area che era diventata un deposito illegale per altri rifiuti. Nel 2015 chiedo altri  aggiornamenti poiché la situazione risultava non essere risolta.

Questo il testo della mia interrogazione:

La sottoscritta Consigliera Comunale Federica Salsi, chiede:
  • quale sia lo stato di attuazione dei lavori urgenti per il ripristino dei luoghi in via del Forte 1, Bologna - PG 352921/2014, anche in relazione al fatto che la rete di recinzione del cantiere risulta parzialmente divelta e il cartello di attenzione al pozzo caduto;
  • quale sia la data prevista per il termine dei lavori.

L'amministrazione a settembre 2015 comunica che a maggio i lavori sono finiti. Alleluia.

11 settembre 2015

Passante Nord: sono veramente al vaglio le proposte alternative?

Fonte Comitato per Alternativa a Passante Nord
Il Passante Nord ha visto a luglio la presentazione di una nuova proposta alternativa in aggiunta a quella esistente. Chiesi quindi all'Assessore Colombo cosa ne pensava che in quell'occasione disse  anche che le proposte alternative sarebbero state valutate in sede di VIA nazionale.
Per scrupolo ad agosto chiedo "quali siano i progetti sottoposti a VIA nazionale o al Ministero o Ministro competente o alla commissione competente e che tipo di documentazione sia stata inviata."

La risposta che mi è arrivata dal Settore Mobilità è disarmate. Al momento l'unico progetto al vaglio risulta essere quello solito: "Autostrade per l'Italia S.p.A. ha elaborato uno Studio di Fattibilità del Passante Nord di Bologna con un tracciato della lunghezza di circa 37,5 Km, e degli interventi di
banalizzazione sull'attuale tratto autostradale dell'A14 sotteso al Passante di Bologna, ricompreso tra Borgo Panigale e S. Lazzaro, comprensivo del sistema di pedaggiamento, per un importo complessivo delle opera non superiore ad € 1.280.000.000,00 netti, sottoposto alla valutazione degli enti territoriali preposti, e sulla base del quale è stato sottoscritto l'Accordo del 29/07/2014."

E gli altri progetti che fine hanno fatto? Ah già ... l'Assessore Colombo aveva usato il condizionale nelle sue affermazioni: eventualmente, potranno ... Ho come l'impressione che nessuna proposta alternativa sarà mai presa in considerazione.


Questa di seguito la mia interrogazione integrale
Al link la risposta del Settore Mobilità

10 settembre 2015

Incendio in via Carracci, il tetto era in amianto: ci sono rischi per la salute?

Fonte Repubblica.it
Una decina di giorni fa in via Carracci ha preso fuoco un edificio vuoto, il cui coperto risulta essere in amianto. La preoccupazione dei residenti sulla nocività delle polveri sviluppatesi con l'incendio lascia intendere che non abbiano ricevuto alcuna istruzione su come comportarsi in queste evenienze, preoccupazione tutt'altro che campata per aria dati i decessi di alcuni pompieri "per mesotelioma pleurico o peritoneale, provocati dall'inalazione dell'amianto a causa delle operazioni di spegnimento degli incendi che hanno interessato strutture coibentate con l'asbesto" come spiegato qui.

Domani in Question Time chiederò spiegazioni sull'accaduto.

Di seguito il testo integrale della domanda di attualità e la relativa rassegna stampa.

16 luglio 2015

Canale Navile e schiuma

Domenica scorsa nel canale Navile, nel tratto tra il Battiferro e Corticella c'era della schiuma nell'acqua. Lunedì, in seguito alla segnalazione che avevo ricevuto ho provveduto ad informare Arpa e l'Assessore all'ambiente del Comune di Bologna. Dalle verifiche effettuate l'Assessore Gabellini mi spiega che dai "controlli effettuati dai tecnici di Arpa ed Hera hanno accertato che gli scolmatori fognari, anche nel tratto tombato dei canali cittadini, non erano attivi e non c’era evidenza di attivazioni anomale; lo sgrigliatore di via Rubbiani sul torrente Aposa è stato oggetto di manutenzione la scorsa settimana.


I tecnici di Hera hanno ipotizzato che qualcuno abbia lavato la macchina in un cortile privato limitrofo, e purtroppo, data anche la scarsità di acqua a valle del salto della briglia, si sarebbe formata la schiuma; il fenomeno viene esaltato se l'acqua contiene tensioattivi, anche in quantità limitata.

Qualora si ripresentino fenomeni anomali, il modo per affrontarli tempestivamente è segnalarli al call center di Hera (tel. 800 713 900), così da attivare subito i tecnici reperibili.

E' in programma per fine luglio un incontro tecnico con Arpa ed Hera per definire meglio la strategia di controllo più opportuna del Canale Navile, anche considerando il fatto che gli frequentatori di questa zona della città sono sempre più numerosi".

Di seguito ci sono i numeri da chiamare del pronto intervento ambientale di Arpa http://www.arpa.emr.it/dettaglio_generale.asp?id=151.

03 luglio 2015

Eco-asfalto: una realtà possibile?

Tre anni fa in commissione chiesi lumi sull'utilizzo dell'ecoasfalto sulle strade comunali. L’ecoasfalto è un rivestimento fotocatalitico e attraverso la fotocatalisi è possibile ridurre le emissioni di inquinanti. All'epoca l'ingegnere del Comune asserì che è molto costoso e che durerebbe poco perché il primo che deve eseguire dei lavori e rompere l'asfalto, poi non ripristina il medesimo tipo di asfalto dato che non vi è l'obbligo di ripristino con il medesimo materiale. L'azienda che gestiva la manutenzione delle strade ne aveva proposto la sperimentazione gratuita al comune in alcune strade in corrispondenza delle centraline ARPA. Per un anno Arpa ha monitorato i risultati ma a detta loro, statisticamente il risultato è irrilevante. La ditta che ha fornito il materiale ha detto che funziona meglio nelle gallerie. C'è da dire che per ottenere dei risultati significativi probabilmente non basta qualche metro di ecoasfalto, ma bisogna lavorare più su larga scala.
A questo proposito segnalo la cosa al deputato Samuele Segoni di Alternativa Libera che prepara un question time per il Ministro Del Rio. Di seguito le osservazioni di Segoni in seguito alla risposta del Ministro.

""" Ieri pomeriggio durante il ‪#‎QuestionTime‬ in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati ho chiesto al Ministro Del Rio il motivo per il quale non venisse preso in considerazione l'impiego su

22 giugno 2015

Hera: perchè chiedono una riduzione di capacità edificatoria?

Il sito di Hera in Viale Berti Pichat è contaminato, uscì lo scorso anno un articolo di denuncia della situazione e successivamente ne parlammo in aula, poi in commissione.
Il progetto iniziale di riqualifica del comparto ha subìto diverse modificazioni, non ultima quella votata lunedì scorso in Consiglio  Comunale che prevede una "sostanziale riduzione di capacità edificatoria" poiché "gli approfondimenti di tipo economico ed ambientale (con particolare riferimento alle necessità di bonifica delle aree interessate) effettuati da parte dell’Amministrazione comunale di Bologna e da HERA SpA ed il confronto sulle conseguenze urbanistiche degli stessi, hanno portato Hera ad elaborare una nuova ipotesi di variante urbanistica". Ovvero bonificare costa, e costa anche in relazione a cosa ci costruisci sopra e a quanto le persone ci stazionano. Quindi se da una parte può apparire positivo il fatto di ridurre la capacità edificatoria, dall'altro significa che l'area sarà meno bonificata.

Questo il mio intervento in aula:

21 giugno 2015

Nuova stazione ecologica in via Ferrarese rimane lì ma con alcuni accorgimenti

A gennaio in commissione avevamo ascoltato le preoccupazioni dei cittadini in merito ad una nuova stazione ecologica in via Ferrarese. L'Assessore Gabellini si era assunta l'impegno di verificare ulteriori valutazioni. A maggio chiedo se queste valutazioni siano state fatte e quale sia l'esito. Di seguito il testo integrale della mia interpellanza:

""" Premesso che:
Considerato che:
  • detto progetto ha generato una petizione sottoscritta da cittadini abitanti nelle zone limitrofe;
  • i firmatari della petizione non mettono in dubbio la validità e la bontà del progetto, ma non concordano con l'Amministrazione comunale sulla a scelta del sito che ritengono assolutamente non adatto per questo impianto e che, qualora venisse realizzato, inciderebbe in modo negativo sulla qualità della vita delle oltre duemila persone che lì vivono;
  • a fronte di queste osservazioni l'Assessore Gabellini in udienza conoscitiva ha dichiarato che “valuterà l'esito di questa giornata anche in un altro incontro e con il Settore Mobilità [...] e pensa ad un altro incontro per eventuali ed ulteriori valutazioni”;
Chiedo:
  • se l'Assessore abbia dato seguito a quanto annunciato in commissione e quale sia l'esito. """
Nella risposta l'Assessore spiega che verranno apportate alcune modifiche ma che la stazione ecologica rimarrà in quel sito.
 

Risposta integrale Assessore Gabellini:

24 aprile 2015

Valli Zabban: notizie dalla commissione

Fonte Hera


Mercoledì si è svolta l'udienza conoscitiva che avevo chiesto per avere aggiornamenti sulla situazione del sito di Valli Zabban. Abbiamo approfondito lo stato di avanzamento della metanizzazione della ditta, le misure adottate per svolgere correttamente le operazioni di rifornimento che causano fuoriuscite maleodoranti e lo stato di contaminazione del sito e i progetti di bonifica o messa in sicurezza.

Innanzitutto l'assessore all'ambiente Gabellini ha spiegato che a inizio mandato l'amministrazione era partita con la prospettiva di muoversi in direzione di una delocalizzazione. Ma ora il quadro è diverso, dopo una serie di incontri “approfonditi e diretti” tra amministrazione e azienda, è emerso che l'azienda non ha alcuna intenzione di delocalizzare, anzi il sito è la sede principale. Stante questa decisione, l'amministrazione si sta muovendo al fine di rendere al minimo l'impatto ambientale dell'azienda.

20 aprile 2015

Valli Zabban: mercoledì in commissione facciamo il punto

I disagi alla Noce legati alle esalazioni delle aziende che lavorano il bitume continuano, e la bonifica va avanti a passo di lumaca.
Per fare un quadro aggiornato della situazione avevo chiesto un'udienza conoscitiva per approfondire lo stato di avanzamento della metanizzazione della ditta Valli Zabban, per conoscere se e quali misure siano adottate per far svolgere correttamente le operazioni di rifornimento che causano fuoriuscite maleodoranti e per approfondire lo stato di contaminazione del sito e i progetti di bonifica o messa in sicurezza. A tal fine sarebbe utile visionare mappe del sito con le indicazioni delle aree contaminate anche a livello del sottosuolo e delle falde. Il tutto alla presenza ala presenza dell'Assessore Gabellini, dei settori competenti, di Arpa, dell'Azienda Valli Zabban, di Ausl.

Mercoledì 22 aprile si terrà la seduta, che è aperta al pubblico.





OGGETTO: 

CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE "TERRITORIO E AMBIENTE" PER MERCOLEDI' 22 APRILE 2015 ALLE ORE 9.00 PRESSO LA SALA IMBENI DELLA RESIDENZA MUNICIPALE

1. Udienza conoscitiva, richiesta dalla Consigliera comunale, Federica Salsi, per un approfondimento delle problematiche relative alla Valli Zabban, sita a Bologna in via del Traghetto, 42. (richiesta allegata)
Invitati:

Direttrice dell'Agenzia Arpa sezione provinciale di Bologna: Maria Adelaide Corvaglia
Direttore dell'Azienda USL Dipartimento di Prevenzione: Fausto Francia
Direttore Settore Ambiente di Bologna Città Metropolitana: Giampaolo Soverini
Dirigente Servizio Tutela Ambientale di Bologna Città Metropolitana: Valentina Beltrame,
Direttore Relazioni Enti Locali SpA HERA : Angelo Bruschi
Amministratore Delegato Valli Zabban, Eugenio Olmi
Presidente del Quartiere Navile : Daniele Ara
Comitato Salute Pubblica Noce: Giancarlo Roncagli

2. Varie ed eventuali.

25 marzo 2015

Bilancio: Siti Contaminati

BOCCIATO 


Guarda il video dell'intervento sui siti contaminati


Di seguito il testo dell'ODG che ho presentato

Premesso che dal bilancio ambientale comunale risulta che:
  • le aree sottoposte a indagini ambientali nell’ambito di procedimenti di bonifica, identificate sul territorio comunale, sono passate da circa 1.123.000 m2 nel 2009 a 1.595.000 m2 a fine 2012;
  • le competenze amministrative in merito ai procedimenti di bonifica sono delegate alle Province;
  • da uno studio dei dati raccolti nel tempo, si rileva che sono in aumento gli interventi di bonifica attivati;
  • lo strumento di analisi di rischio sito specifica definisce se un sito è contaminato;

Considerato che:
  • la provincia di Bologna è stata abolita;
  • sussistono numerose difficoltà nella caratterizzazione del suolo dei siti contaminati
  • considerata la presenza di falde acquifere o di corsi d'acqua all'interno dei siti contaminati e nelle immediate vicinanze;

Invita il Sindaco e le Giunta:
  • a porre la massima attenzione a queste situazioni e a sollecitare tutti gli organi competenti insieme al Comune al fine di ridurre al minimo i tempi necessari alla caratterizzazione del suolo, alla redazione dell'analisi di rischio e alle successive opere di bonifica o messa in sicurezza.
    ________________________________

    Di seguito il testo del mio intervento in Consiglio Comunale:

19 marzo 2015

Morire di Petrolio



Sabato 28 marzo - ore 17:00 - Centro Costa, via Azzo Gardino 48 – Bologna

Presentazione del libro: Morire di petrolio. Trent'anni di lotte radicali a Cremona contro l'inquinamento ambientale, economico, sociale e politico di Sergio Ravelli

"Cremona. In una delle più belle aree verdi appoggiate sul fiume Po ci sono da una parte le società canottieri con migliaia di soci tra i prati, le piscine i ristoranti. Dall'altra parte c'è la raffineria Tamoil. Un'industria che produce petrolio, e quindi posti di lavoro. Ma anche prodotti "secondari", come le sponsorizzazioni politiche e sportive. La salute delle persone e dell'ambiente non arriva all'ordine del giorno fino a quando le società canottieri sentono prima l'odore, e poi vedono, i liquami che i vecchi serbatoi e le vecchie fogne rilasciano da anni nel terreno.
Questo libro racconta la storia di un piccolo gruppo di persone che per trent'anni hanno chiesto protezione e attenzione per le persone e per l'ambiente, senza dimenticare chi è stato marginalizzato, o addirittura ha perso la vita. Una lotta tenace, fino a sollecitare e difendere la tenuta di un processo che oltre alle pene detentive ha riconosciuto al Comune un milione di euro per danni subiti. Tuttto questo solo grazie al fatto che un cittadino si è sostituito allo stesso Comune, che non voleva costituirsi parte civile. Un manuale innanzitutto per cittadini consapevoli e militanti ambientalisti, ma anche magistrati, avvocati,geologi e tecnici in genere che si occupano di ambiente, grazie alle appendici tecniche sulla costituzione di parte civile in sostituzione del Comune, la richiesta di risarcimento, il riconoscimento del dolo, le interrogazioni parlamentari."

Intervengono:

– ANTONIO AMOROSI, giornalista di Panorama e Libero;

– DANIELE GALATI, docente di diritto processuale penale all'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano;

– MARA MUCCI, deputata di Alternativa libera;

– SAURO TURRONI, già parlamentare Verde e presidente della Commissione ambiente della Camera dei Deputati;

– FEDERICA SALSI, consigliere comunale Bologna, Gruppo misto;

– SERGIO RAVELLI, autore del libro

– MAURIZIO TURCO, tesoriere del Partito Radicale presiede MONICA MISCHIATTI, radicale, già consigliere comunale antiproibizionista a Bologna

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