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27 maggio 2016

Rigenerazione urbana e politiche abitative

Rigenerazione urbana e politiche abitative

Oggi 27/05/2016 - 17:30 - 19:30  presso la Nuova Casa del Popolo Venti Pietre

Intervento di
Federico Martelloni
Candidato sindaco di Coalizione Civica
Ne discutono:
Paola Bonora, Geografa
Piero Cavalcoli, Urbanista
Vezio De Lucia,Urbanista
Federica Salsi, Candidata al Consiglio comunale
Coordina l’incontro:
Maria Angiola Gallingani, Candidata al Consiglio comunale
Partecipano:
Piergiorgio Rocchi, Urbanista,
Mauro Chiodarelli, Ingegnere

I temi della discussione
• Quali opportunità sono offerte per un rilancio delle politiche abitative pubbliche dalla disponibilità di aree ed immobili ex demaniali.
• In quale misura la promozione di queste politiche può conciliarsi con le esigenze di valorizzazione del patrimonio pubblico, e quindi ancora di remunerazione della rendita fondiaria.
• Come e perchè il tema della casa, nel periodo più acuto dei fenomeni migratori, è scomparso dall’agenda politica della quasi totalità degli schieramenti, e soprattutto dei governi nazionali.
• Che cosa può fare l’ente locale in questa situazione.
• Quali sono gli scenari aperti dalla legge contro il consumo di suolo in corso di approvazione in Parlamento, e le loro implicazioni

 

 

15 aprile 2016

Auto vigili sosta su parcheggio disabili: tutto ok, il Codice della Strada lo consente

Tempo fa è girata la foto di un'auto della Polizia Municipale che sostava su uno stallo disabili. Ovviamente ciò ha mosso numerose e indignate critiche. E devo dire che anche io sono rimasta molto perplessa, quindi ho chiesto spiegazioni al Sindaco. Se quell'auto era lì non credevo dipendesse da una scarsa attenzione dai vigili, ma da altre necessità. Ed infatti, pur con un ritardo di due mesi, in Sindaco mi conferma che "gli operatori sono intervenuti per verificare tempestivamente una occupazione che è risultata abusiva e a identificarne gli
autori" e hanno parcheggiato l'auto in uno stallo per disabili pichè il Codice della Strada glielo consente.
Purtroppo il Sindaco nulla dice sul fatto che una prassi del genere, ripeto se pur consentita dalla legge, possa comunque mettere in cattiva luce il buon operato della Polizia Municipale. Avrei gradito avesse aggiunto anche una rassicurazione dl tipo che usare gli stalli per i disabili è l'ultima ratio qualora non si trovino altri posti disponibili. Probabilmente questo sarà scontato, ma ribadirlo mi sembra rispettoso del lavoro dei vigili stessi e dei disabili che in quel momento non credo siano felici di trovare il posto occupato.

Di seguito c'è il testo integrale della mia interpellanza e la risposta del Sindaco.

13 aprile 2016

Dalle città invisibili alle città scomparse

Oggi è una giornata strana, prima il Kiss & Ride, ora lo sgombero di un'area al Lazzaretto per la quale avevo tempo fa chiesto spiegazioni. Si tratta di un insediamento abusivo di baracche in messo alla vegetazione dove vivevano una ventina di persone, senza minori, in condizioni drammatiche.
Rimango sconcertata dall'operato di questa Giunta che sul medesimo problema ha due approcci completi diversi e opposti.
A suo tempo, comunque poco meno di un anno fa, l'Assessore al welfare Frascaroli sulla faccenda si esprimeva con parole di benevolenza "Purtroppo questo tipo di agglomerato irregolare viene da sempre attuato da parte di questi soggetti che vivono al limite della sopravvivenza e in queste situazioni di irregolarità. Non ritengo che la soluzione immediata e violenta dello sgombero possa portare soluzione a questo problema che esiste da noi, ma in tante, tantissime altre città".
Oggi l'Assessore alla sicurezza e politiche abitative Malagoli, derubrica la situazione a mero degrado e fa sgomberare quell'area con un "intervento, coordinato dalla task force antidegrado guidata dall'assessore Riccardo Malagoli" che "ha visto coinvolta la Polizia municipale, la Polizia di Stato, con il Reparto mobile e il personale del Commissariato Santa Viola, Hera e il Settore Manutenzione del Comune di Bologna".
Nulla si dice sulla fine che faranno quelle persone, dove era la Frascaroli, che un anno fa aborriva lo sgombero? Saranno inserite in un percorso di emergenza abitativa? saranno abbandonate a loro stesse e costruiranno una baracca da un'altra parte? strano modo di risolvere i problemi.
Tutto si dice sulla pulizia dell'area e del degrado rimosso, come se si trattasse solo di masserizie, e non anche di persone. Il fatto che l'amministrazione abbia messo mano a quell'area è positivo, ma manca un tassello ed è quello più importante: che fine hanno fatto quelle persone?  

24 marzo 2016

La parità di genere vista dal vagone di un treno a 70 anni dal diritto di voto alle donne

Mi capita per svariati motivi (professionali e personali) di dover prendere treni ad alta velocità. Dato il costo significativo del biglietto, normalmente viaggio nella classe più economica. Ho notato che durante la settimana le prime e le ultime corse della giornata sono affollate di pendolari, per il resto i passeggeri sono abbastanza variegati, professionisti, turisti, famiglie, chi si sposta per lavoro, chi per raggiungere gli affetti, chi per fare una visita medica, chi per turismo...

Tempo fa andando a Milano alla mattina mi è capitato di viaggiare in prima classe. Essendo molto presto, mi sono sistemata sulla mia poltroncina nella speranza di recuperare un'altra ora di sonno e non ho fatto molto caso agli altri passeggeri. Arriviamo a Milano. Fine corsa. Ci alziamo tutti in piedi per scendere. In quel momento mi rendo conto che il vagone era pieno, ma io ero l'unica donna. Osservo i compagni di viaggio, uomini tra i 35 e i 55 anni, ben vestiti con giacca e cravatta e scarpe lucide, valigetta e polso con orologio (particolare per me di solito inosservato), tablet o PC portatile e smartphone tutti rigorosamente ultima generazione, sotto braccio tanti giornali, la maggior parte di economia, non la gazzetta dello sport.
Un quadro impietoso della parità di genere in ambito lavorativo, professionale, manageriale ad alti livelli racchiuso nella cornice di un vagone di un treno.

Ieri in aula di Consiglio abbiamo celebrato il 70esimo anniversario del diritto di voto alle donne, 71 anni fa le donne italiane non potevano votare. Una cosa che per me è normale, per le mie nonne non lo fu. E mentre pensavo a questo, mentre ragionavo su quanto da una parte mi sembrava lontana l'acquisizione di questo diritto e dall'altra assolutamente recente, anche se in altri paesi è di "ieri" questo diritto, mi è tornata in mente l'immagine di quel vagone. Un'immagine che vale più di mille statistiche e che spiega come certi cambiamenti culturali siano ancora molto lontani nonostante sulla carta le cose siano state più o meno messe a posto.
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Altro sulle donne ....



10 marzo 2016

Le donne, la festa, le immagini

Un po' in ritardo rispetto alla canonica data dell'8 marzo, faccio i miei auguri alle donne, che in realtà poi, più che auguri, sono delle riflessioni.

Il tutto nasce da un confronto con un gruppo di persone per decidere in che modo ricordare l'8 marzo su un sito che si occupa di politica.
La prima proposta è una vignetta con il gioco di parole "l'otto (lotto) per le donne". La seconda è una foto d'epoca che ritrae donne partigiane che imbracciano fucili. La terza è un'altra foto con donne contadine che rivendicano la loro terra e una vita più civile. Nella quarta ci sono le "operaie incazzate". Nella quinta altre donne armate. Nella sesta profughe arabe con bambini in braccio e uomini al seguito di fronte alla polizia. Nella settima ci sono donne di una brigata femminile di una milizia militare in tuta mimetica. Nell'ottava una donna araba in fuga dalla guerra con due borsoni accanto ad un muro di filo spinato di un confine. Nella nona un'altra donna con bambini in fuga dalla guerra ...
Sono tutte foto che rappresentano donne in eventi drammatici e alle quali va tutta la mia solidarità e riconoscenza. Sono foto in cui in molte le donne sono ritratte in "abiti e atteggiamenti" tipicamente maschili. Mi ha colpito e angosciato pensare a queste immagini come celebrazione della festa della donna.

Bologna, le scuole, l'arabo e le benedizioni

Leggo con curiosità i vari dibattiti in corso in questi giorni sulle benedizioni a scuola da fare in orario extra-scolastico e sui corsi di arabo da farsi anche quelli in orario extra-scolastico.
Dicevo leggo curiosità perchè francamente non capisco le polemiche che ne sono nate. In entrambi i casi si parla di attività facoltative e da svolgersi in orario extra scolastico. Quindi non si obbliga nessuno a fare qualcosa che non vuole e non si toglie alcunchè a nessun altro.

Il tema benedizioni: io addirittura le estenderei, farei venire pure uno sciamano. Se si parla di integrazione, e l'integrazione passa attraverso la conoscenza, come la si può realizzare escludendo le religioni dalla scuola invece che includendole. Dove per religioni io non intendo il catechismo, che è prerogativa dei luoghi di culto e le scuole non lo sono, ma intendo appunto lo studio e la conoscenza delle stesse in senso culturale, storico e geografico. E un primo approccio può essere quello di condividere i momenti importanti.

Foto di Federica Salsi
Anni fa andai in Tunisia e non potei visitare una moschea poichè l'ingresso è riservato ai musulmani, medesima cosa quando andai in Marocco (non feci tappa a Casablanca), finalmente in Turchia a Istanbul ho potuto visitare la Moschea Blu. Incantevole, luminosa  e accogliente. Osservare da dentro, direttamente sul campo è molto interessante e istruttivo.

29 gennaio 2016

Ex Telecom dove sono le persone sgomberate

Quando ci fu il maxi sgombero dell'ex Telecom il Sindaco e gli Assessori competenti rassicurarono sul fatto che tutte le persone non sarebbero state messe per strada. Leggendo i numeri che furono comunicati in conferenza stampa le persone sgomberate sono poco più di 200 (in realtà sono 264), alcune hanno trovato sistemazioni abbastanza durature, ad esempio all'ex Galaxy, molte altre invece sono in sistemazioni provvisorie come dormitori piuttosto che alberghi, soluzioni adatte a tamponare solo nell'immediato un'emergenza.

Preparo quindi un'interrogazione per capire esattamente di quante persone stiamo parlando e dove sono ora a distanza di tempo dallo sgombero, ovvero hanno trovato una sistemazione o sono di nuovo per strada?
La risposta dell'amministrazione, come spesso accade, oltre a non essere esaustiva apre numerosi interrogativi. Un primo dato mi lascia alquanto perplessa: 45 persone si sono rifiutate di dare le loro generalità. Considerato l'alto dispiegamento di forze dell'ordine e pubblici ufficiali mi chiedo com ciò sia stato possile in virtù anche del fatto che non fornire le proprie generalità è un reato penale. E le domande successive sono: perchè non le hanno fornite? dove sono finite queste persone? Sparite nel nulla? Tutte in galera? Non si sa.
Per tutte le altre persone, ad esclusione di quelle che hanno tovato accoglienza negli alloggi di transizione, che avevano sistemazioni provvisorie non è chiero che fine abbiano fatto, poichè le solzioni proposte per uscire dalla provvisorietà non sono quasi mai state accettate. Anche qui si apre un ventaglio di domande. Perchè non sono state accetate? Le soluzioni proposte e rifiutate non erano idonee? Queste persone ora dove sono? Sono ancora nelle soluzioni temporanee? Per quanto potranno starvi? Andranno in mezzo alla strada? torneranno ad occupare?
Da questa risposta emerge ancora l'incapacità di questa amministrazione nella gestione dell'emergenza abitativa. Al di là di mettere qualche pezza si è ancora lontani dall'avere un progetto organico.

Di seguito i documenti integrali.

13 gennaio 2016

Occupazioni a scopo abitativo: una cane che si morde la coda

Oggi è giornata di risposte. Tardive e per nulla esaustive come quella sulla rimozione della neve dagli stalli dei disabili.

Tempo fa chiedevo all'amministrazione comunale informazioni sugli immobili occupati ad uso abitativo, il mio intento era quello di comprendere la dimensione del problema con l'obiettivo di capire quali e quante risosre l'amministrazione comunale debba mettere in campo per far fronte ad eventuali sgomberi e prevenire ulteriori occupazioni. Meglio ancora sarebbe prevenire gli sgomberi, dando soluzioni abitative temporanee a chi ne ha effettivamente bisogno e svuotando di fatto le occupazioni. Fanta-welfare per questa amministrazione, tanto che la risposta fu parziale e riferita ai soli immobili occupati di ACER che risultano essere 31. Da quella risposta emergeva che alcuni occupanti erano stati esclusi dalle graduatorie ERP perchè non aveno un punteggio congruo. A quel punto era interessante capire i motivi dell'esclusione. Erano troppo ricchi? Hanno perso il lavoro (si può presentare domanda di alloggio ERP se si lavora in quel Comune)? Preparo quindi un'altra interpellanza per avere questa informazione. La risposta apre uno scenario per il quale avevo già espresso perplessità. Le persone sono state esluse dalle graduatorie ERP perchè occupavano alloggi ERP, questo è quanto prevede il regolamento che non è una novità. Ma questo è un cane che si morde la coda. Le persone occupano perchè non hanno una casa, se è di Acer non possono più accedere all'edilizia popolare per 10 anni, in seguito agli sgomberi vengono inserite nei percorsi di transizione abitativa con l'obiettivo di inserirli nelle graduatorie Acer (alle quali non possono accedere se hanno occupato alloggi pubblici, mentre vi possono accedere se hanno occupato alloggi privati), ma una volta terminato il percorso che al massimo dura due anni, se non hanno la capacità economica per accedere al libero mercato (e se hanno occupato alloggi pubblici), si troveranno nuovamente ad occupare. Questa norma è un po' come la legge che viete gli allacciamenti delle utenze alle case occupate. Da una parte vuole disincentivare le occupazioni, ma dall'altra genera ulteriori problemi. Di fatto non mette in condizioni di risolvere il problema occupazioni in modo sistemico, ma agisce solo con interventi a spot punitivi. Prima di tutto va aumentata la disponibilità di alloggi pubblici, poi una volta svuotate le occupazioni, si può agire anche con meccanismi disincentivanti e punitivi, a patto che continui ad esserci offerta di alloggi pubblici. Ma se prima non si risolve il nodo della carenza di alloggi pubblici, tutti gli interventi punitivi e disincentivanti aggraveranno solo situazioni già disperate. E infatti nella risposta dell'Assessore Malagoli nulla si dice su come l'amministrazione intenda procedere nei confronti di queste persone anche in relazione al nuovo regolamento che nega l'accesso alle graduatorie ERP nel caso in cui i soggetti abbiano occupato alloggi pubblici. Non sa come procedere, è questo il problema.

Di seguito ci sono i testi integrali della mia interpellanza e della risposta.

31 dicembre 2015

Bilancio 2016 - 7° Puntata: Abbonamento Tper per disabili e anziani a rischio

 Bocciato! Era una cosa di buon senso, ma dal PD il buon senso non è di casa. Cambiano la legge regionale ma non prevedono un periodo di transizione per consetire agli utenti di adeguarsi, di conseguenza gli utenti Tper con abbonamenti a tariffa agevolata rischiano di non vedersi rinnovato l'abbonamento alle medesime condizioni. Quindi propongo di prevedere una fase transitoria, cosa tra l'altro paventata a mezzo stampa anche dall'Assessore Rizzo Nervo. Allora perchè non mettere nero su bianco in una sede istituzionale questo annuncio? Stesso principio del Passante Nord, a mezzo stampa il PD dice di non volerlo fare più, poi quando si tratta di concretizzare questa dichiarazione, vota contro. Evidentemente per il PD prendersi un impegno è una chimera.
Per fortuna al rush finale il 31/12/2015 arriva la comunicazione di TPER in cui informa della proroga della validita' degli abbonamenti a tariffa agevolata rilasciati ad anziani, disabili, profughi e richiedenti asilo, con scadenza tra oggi 31 dicembre e la fine di marzo prossimo. Saranno prorogati fino al 31 marzo 2016.

Ma un'alternativa c'è.
#coalizionecivica
www.coalizionecivica.it

Testo completo della mia proposta:

29 dicembre 2015

Bilancio 2016 - 5° Puntata: Negato l'abbonamento a minori disagiati

  Bocciato! Anche in questo caso il PD si mostra bipolare. Da una parte si riempie la bocca di parole a sostegno delle fasce più deboli, poi quando può fare concretamente qualcosa, si tira indietro e cassa la mia proposta di prevedere agevolazioni per gli abbonamenti autobus destinati a minori frequentanti la scuola dell'obbligo. Parlo della fascia che va dagli 11 anni in avanti e le cui famiglie non abbiano la disponibiltà economica per acquistare l'abbonamento. In aula spiegavo come alcuni ragazzi avessero preso numerose multe poichè i loro genitori non avevano i soldi per i biglietti del bus. Lo Stato giustamente "obbliga" i ragazzi ad andare a scuola, pertanto bisogna garantirne la raggiungibilità a chi è in difficoltà. Ma al PD non interessa e boccia la mia proposta. Complimenti, dalla parte dei più deboli si sta con i fatti, non con le parole.

Ma un'alternativa c'è.
#coalizionecivica
www.coalizionecivica.it

Testo completo della mia proposta:

24 dicembre 2015

Il Bilancio 2016 e l'ipocrisia del PD - 1° Puntata

Oggi in aula abbiamo votato il Bilancio 2016, sul sito del Comune è disponibile l'esito delle votazioni. Questa è una prima sintesi di come sono andate le cose, alcune delle quali meritano approfondimenti specifici che pubblicherò a breve.

Tutte le mie proposte sono state respinte, sono allibita. Il PD le ha bocciate tutte. Che avrebbero votato contro la richiesta di sospensione del People Mover in autotutela per via dei processi per turbativa d'asta lo immaginavo. Che avrebbero votato contro la mia richiesta di valutare la propsta alternativa all'interramento ad unico binario della Bologna-Portomaggiore lo immaginavo.
Ma che il Sindaco in persona, dopo aver proclamato il suo benservito al Passante Nord, votasse contro proprio la richiesta di modifica dell'accordo per mantenere i fondi e destinarli al potenziamento in sede di autostrada e tangenziale proprio no, non me lo sarei immaginata. Come non mi sarei aspettata il voto contrario, che grida vendetta, sulla proposta di rimozione della neve dagli stalli per le auto dei disabili, non dopo che l'Assessore Malagoli aveva fatto promesse in commissione. Quello che dice l'Assessore viene sconfessato dal Sindaco che lo ha nominato e dal suo partito? O L'assessore ha fatto promesse da marinaio? E c'è anche un'altro Assessore sconfessato da Sindaco e maggiornza o che ha fatto promesse da marinaio, Rizzo Nervo che una manciata di giorni fa prometteva di affrontare le difficoltà insorte per il rinnovo di abbonamenti bus per disabili e anziani e oggi in aula il PD ha bocciato la mia proposta per chiedere un periodo di tranzisione per il rinnovo degli abbonamenti dato che sono cambiate le regole e non c'è sufficiente tempo per gli utenti per adeguarsi. E sempre Rizzo Nervo viene ulteriormente sconfessato, o ha fatto l'ennesima promessa da marinaio, quando annunciava la possibilita' di "introdurre ulteriori agevolazioni per le categorie disagiate"tanto che oggi è stata bocciata anche la mia proposta di prevedere delle agevolazioni o gratuità per gli abbonamenti bus destinati ai minori di età superiore a 11 e frequentanti la scuola dell'obbligo le cui famiglie siano disagiate. Il voto contrario a questa proposta è scandaloso.
Ma la cosa più ridicola è il voto contrario a migliorare la segnalica di accesso al Kiss&Ride volto ad eliminare le code che si formano in via Carracci in prossimità del'ingresso della stazione dei treni. Bastano davvero due cartelli per indicare agli automobilisti la via del Kiss&Ride. Bocciato pure questo.

E queste sono le ipocrisie per quanto riguarda le proposte che ho presentato io, poi ci sono quelle dedicate alle proposte presentate dai colleghi.

22 dicembre 2015

Sequestro ex caserma Masini: ennesimo fallimento di questa amministrazione

Io non sono una grande amante delle occupazioni, ne comprendo le motivazioni ma ritengo che ora a Bologna si possa e si debba ragionare e agire in maniera diversa. Le occupazioni segnalano una esigenza che non trova risposte. Se sono occupazioni ad uso abitativo di solito rispondono all'esigenza di alloggi per fasce deboli, alloggi che la pubblica amministrazione non ha da mettere a disposizione. Se sono occupazioni a carattere politico, dove vengono organizzate iniziative culturali o sociali come quella del collettivo Atlandide o di Labas, rivendicano la necessità di spazi collettivi dove poter creare queste iniziative. All'inizio dicevo che si deve agire in maniera diversa intendendo che possono essere fatti accordi con i proprietari degli stabili per un uso temporaneo, fintanto che qualcuno non ha la possibilità di fare degli investimenti per una vera e propria riqualifica, riqualifica che non può non prendere in considerazione il fatto di destinare parte delle aree ad un uso pubblico. Le occupazioni possono essere superate come ha fatto Plamimetrie Cuturali o l'associazione 20 Pietre che ha sistemato lo spazio vuoto dell'ex Aci in via Marzabotto, senza occupare, semplicemente chiedendo.

Oggi è stata posta sotto sequestro l'ex caserma Masini, occupata da tre anni da Labas, era una cosa annunciata e seguirà uno sgombero. In quell'area è prevista una riqualificazione, che detta così sembra una cosa intelligente, ma come sempre è il foglio del come che lascia a desiderare. Questo è quanto si legge sul sito del Comune di Bologna "Per la ex caserma Masini in via Orfeo si prevede il recupero dei fabbricati di pregio, la demolizione e ricostruzione degli altri, senza aumento di volume rispetto all'esistente. All'interno degli edifici potranno essere ospitati un albergo, una trentina di alloggi, attività commerciali e ristorative". Alloggi pubblici? Spazi pubblici? non pervenuto. La miopia dell'amministrazione nella redazione del POC è disarmante. Perchè non destinare una parte dell'area per usi pubblici? Come possono prevalere sempre le logiche di mercato, logiche fallimentari e l'ex Dima lo dimostra.
Condivido la posizione di Coalizione Civica quando dice che "E’ evidente come sia in atto un accanimento verso tutte le forme di auto-organizzazione sociale che suppliscono all’intervento pubblico per mitigare la povertà e l’esclusione e per dare forme concrete a modelli di alternativi di produzione e consumo". Se i bisogni espressi attraverso le occupazioni non vengono compresi da chi amministra, è impensabile risolvere i problemi con il solo uso delle forze dell'ordine. E' un fallimento annunciato.


02 dicembre 2015

Tper abbonamenti si fa poco per le famiglie in difficoltà

Ricevo la segnalazione da parte dei colleghi Consiglieri di Quartiere del gruppo Laboratorio Navile che alcuni ragazzi frequentati la scuola media hanno preso già diverse multe poiché sprovvisti di biglietto dell'autobus. La motivazione data è che i loro genitori non hanno i soldi per acquistare l'abbonamento ai figli. Prima di tutto ho suggerito ai colleghi di informare i servizi sociali di Quartiere, poi ho preparato un'interrogazione al settore mobilità per chiedere "di sapere se siano previsti interventi di sostegno economico per l'acquisto di abbonamenti annuali per il trasporto pubblico destinati a minori di età superiore a 11 anni frequentanti la scuola dell'obbligo".
Al momento sono previsti "abbonamenti a tariffa agevolata, con contributo del Comune, vengono rilasciati a persone disabili e anziani e altre categorie, residenti nel Comune di Bologna e sono di due tipologie:
- abbonamento annuale personale per l'area urbana
- abbonamento annuale personale cumulativo (validi per l'area urbana più un percorso extraurbano)".

E' anche previsto "l'abbonamento gratuito al trasporto pubblico urbano per tutti le bambine e i bambini nati tra il 2005 e il 2011 che frequentano le scuole elementari e sono residenti a Bologna". Posto che consentire a più di 21.000 bambini di usufruire gratuitamente del bus gratis la ritengo un'iniziativa lodevole da parte del Comune, non posso non rilevale alcune perplessità. A suo tempo nel 2011 quando fu lanciata sollevai alcune critiche sulle modalità di realizzazione che prevedono una spesa annuale di € 110.000, secondo me si potrebbe risparmiare facendo usare ai ragazzi la carta di identità e ottenere il medesimo risultato. Poi rilevo che i bambini di quell'età che usano abitualmente il bus sono pochi per via della natura dei loro spostamenti. La scuola elementare ad esempio è di solito raggiungibile a piedi, la scuola media molto meno.

La risposta dell'amministrazione mi informa che "non risultano a questi uffici agevolazioni

26 novembre 2015

Carcere minorile Pratello: al posto dello spettacolo ci sarà un documentario

 "Il Progetto annuale di Teatro all’interno dell’Istituto Penale Minorile di Bologna, attivo dal 1998, coinvolge i giovani detenuti in una proposta di laboratori di pratiche teatrali finalizzati alla realizzazione di uno spettacolo, che si sviluppano parallelamente in due ambiti: quello delle competenze manuali, legate ad attività di produzione di manufatti, costumi, scene; quello delle competenze espressive e comunicative, in specifiche attività di scrittura creativa, di trainig vocale e fisico, di video e di teatro. Lo spettacolo viene di norma replicato per due settimane, aperto alla cittadinanza tutta, in particolar modo ad un pubblico giovane (scuole, centri di aggregazione, comunità)".

  A Settembre 2015 circola la voce che per motivi di agibilità dei locali, non andrà in scena presso l'Istituto Penale Minorile lo spettacolo realizzato dai ragazzi ivi detenuti. A ottobre parte anche una petizione online la quale segnala che "A novembre del 2015, l'ormai tradizionale spettacolo presso l’Istituto Penale Minorile, che da ben sedici anni viene realizzato, non vedrà la luce, per motivi legati alla agibilità dello spazio. Le porte dell’IPM non saranno aperte ai cittadini e agli studenti di Istituti Superiori e dell’Università, che sempre numerosi hanno assistito alle tante repliche dello spettacolo".

Preparo quindi un'interpellanza per chiedere spiegazioni.
Nella risposta dell'allora Assessore alla cultura Ronchi, mi viene confermato che da primavera i locali del teatro non sono idonei al pubblico spettacolo e per renderli agibili servono interventi strutturali, che non si dice se e quando verranno fatti. Al posto dello spettacolo verrà realizzato un documentario, dove e quando sarà possibile vederlo non si sà.
Duole constatare che problemi di carattere economico (non citati ma i problemi strutturali si risolvono con risorse economiche) ancora una volta siano un impedimento alla realizzazione di progetti di alto valore sociale e culturale.

Di seguito pubblico i testi integrali della mia interpellanza e della relativa risposta.

21 novembre 2015

I Bradipi: finalmente il Comune si sveglia!

A fine ottobre la squadra di basket in carrozzina dei Bradipi, dopo aver vinto il campionato nazionale, vince anche la supercoppa. A seguito di questa vittoria mi aspettavo, come in altri casi (ad esempio la promozione in A2 della Fortitudo oppure la promizione in serie A del Bologna oppure l'argento nella boxe) un momento di riconoscimento da parte del Sindaco. Ma niente, tutto tace. Allora preparo una domanda di attualità per capire cosa intenda fare l'amministrazione. La seduta, come spesso capita purtroppo, è disertata da Sindaco e Assessori, cosa grave dato che la seduta è dedicata prorio alle domande che i Consiglieri rivolgono alla Giunta e al Sindaco, quindi non ottengo alcuna risposta. Da regolamento dovrebbe arrivarmi entro tre giorni in forma scritta. Passano i giorni, e solo dopo ripetuti solleciti, ieri mi viene inviata la risposta. Quasi un mese per scrivere tre righe per dire che il primo dicembre la squadra verrà premiata, da chi non si sa, dove non si sa, a che ora nemmeno. A voler essere malizionsi vien da dire che se non avessi fatto alcun pressing probabilmente questa supercoppa sarebbe passata inosservata dall'amministrazione. Attendiamo maggiorni informazioni sulla cerimonia.



18 novembre 2015

Il mio intervento sulla carta europea per i diritti delle donne nello sport

 16/11/2015 Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno sulla Carta europea dei diritti delle donne nello sport, presentato dalla consigliera Benassi e firmato dai consiglieri Critelli, Lama, Ferri, Mazzanti, Barcelò, Mignani, Lembi, Melega, Turci, Errani (PD), Bugani (M5S), Salsi(GrMisto), Carella (FI).

 Il mio intervento in aula:
"Grazie Presidente. Sarò velocissima. Ringrazio la collega Benassi per la proposta di ordine del giorno, che ho sottoscritto perché ne condivido la natura. Condivido anche quando si dice che nel nostro Paese manca la cultura sportiva ed effettivamente nell’ordine del giorno mi fa pensare a una realtà assolutamente bolognese e quotidiana quando dice “per favorire l’equa partecipazione di donne e di uomini negli organismi dirigenziali sportivi”. Noi abbiamo una città che solo da due anni ha una sezione al liceo sportivo, un’unica sezione e spesso tantissimi ragazzini rimangono fuori (ci sarebbe un numero di iscritti sufficiente addirittura a fare tre classi, ma purtroppo ce n’è una sola),


per cui il mio auspicio è che questo ordine del giorno vada oltre, come impegno da parte del Sindaco, all’adesione della Carta europea, ma che si impegni effettivamente, come è stato fatto quando si parlato del liceo musicale – mi ricordo che qui in Consiglio comunale abbiamo approfondito molto l’argomento e il Sindaco si è fatto promotore di questa richiesta presso il Ministero e anche per cercare dei sostenitori, dei partner economici, che potessero dare una mano all’apertura di questa sezione – affinché uno dei primi passi per dare effettivo corso a questo impegno che stiamo votando con questo ordine del giorno sia proprio quello di cercare di far sì che la nostra città non abbia solo una sezione in un liceo sportivo, ma che possa nei prossimi anni offrire alla città un’offerta più ampia se si vuole garantire negli organismi dirigenziali e sportivi un’equa partecipazione di donne e di uomini. Grazie."


Il mio intervento in aula sull'OdG sull'emergenza abitativa e occupazioni

09/11/2015  "Grazie, Presidente. Io devo dire che leggo l'ordine del giorno del Partito Democratico e mi sembra che sia stato scritto per certi versi in un altro Comune perché quando dice: “approva le iniziative messe in campo dall'Amministrazione circa le politiche di accoglienza e quelle di contrasto all'occupazione abusiva di immobili” mi viene da dire: “di quali politiche stiamo parlando?” Prima il collega Petrella richiamava all'attenzione il fatto che le persone sgomberate dall'ex Telecom avevano comunque trovato un tetto: è vero, verissimo, però prima queste persone un tetto non ce l'avevano. Sono state lasciate da questa Amministrazione a occupare per quasi un anno uno stabile in maniera del tutto illegale con dentro minori, con dentro persone in grave difficoltà e quindi mi viene da dire: “dov'erano all'epoca le splendide iniziative messe in campo dall'Amministrazione comunale che vengono approvate?” o si specifica da quel momento in poi o, se deve essere una lode all'operato dell'Amministrazione dall'inizio di mandato, secondo me questa frase è quantomeno impropria.


Rimango per certi versi sconcertata dal doppio significato che ha l'ordine del giorno. Da una parte si

13 novembre 2015

Emergenza abitativa: non si ha la dimensione del problema

In più di un'occasione ho avuto modo di dire che l'amministrazione di Bologna non ha contezza della reale misura dell'emergenza abitativa e che i centri sociali hanno sostituito l'ente (che è stato a guardare dalla finestra in tutti i sensi) in questa carenza, lo hanno fatto a modo loro, utilizzando le occupazioni, ma non hanno lasciato la gente in mezzo alla strada. La conferma del fatto che l'ente non ha la più pallida delle dimensioni del problema la da anche la risposta ad una mia interrogazione dove chiedevo "quanti sono gli immobili occupati a Bologna", senza specificare se fossero pubblici o privati. Se devi preparare un piano per l'emergenza abitativa hai bisogno di sapere quanti vivono in una situazione emergenziale come l'occupazione. Bene, nella risposta l'amministrazione fa riferimento solo agli immobili di proprietà pubblica, il resto sembra che non esista.
Gli alloggi ACER occupati sono 31, dentro vi sono 92 persone di cui 55 adulti e 37 minori. Di queste persone, 11 avevano fatto richiesta per un alloggio pubblico ma sono rimaste escluse dalla graduatoria perché non hanno raggiunto il punteggio utile.
Alla luce di queste informazioni si aprono altri interrogativi. Innanzitutto la maggior parte di

30 settembre 2015

Galaxy ed emergenza abitativa: la risposta del Sindaco

Venerdì scorso ho preparato una domanda di attualità sulla vicenda del Galaxy, poichè non è ancora chiaro se le persone che potrebbero esservi trasferite siano solo in stato di bisogno o anche occupanti abusivi di stabili.

Cerchiamo intanto di capire quali siano i percorsi che il comune ha messo in atto per fare fronte all'emergenza abitativa. Con la delibera di giunta PG. N. 11382/2014 a gennaio 2014 vengono ribaditi i criteri e le modalità di intervento "RELATIVAMENTE A SITUAZIONI DI PARTICOLARE EMERGENZA ABITATIVA". In primis saranno "utilizzati primariamente alloggi esclusi dalla normativa di E.R.P. di proprietà comunale e alloggi di E.R.P. non utilizzabili per le assegnazioni su graduatoria, in quanto inferiori alla metratura minima stabilita di mq 28,0, nella disponibilità del Settore Servizi per l’abitare". Poi "la facoltà di utilizzo eccezionale e residuale di una quota parte, non superiore al 10%, di alloggi di E.R.P. disponibili [...] per le assegnazioni su graduatoria". Tutte queste saranno solo "concessioni provvisorie triennali, non convertibili in assegnazioni definitive finalizzate alla soluzione temporanea di dette situazioni". In questa delibera nulla si dice nel caso in cui gli alloggi comunali non siano sufficienti a soddisfare i bisogni di coloro che sono in emergenza abitativa. Nell'allegato a questa delibera sono enunciati i criteri di assegnazione e quali requisiti debbano avere le i "nuclei in situazione di particolare emergenza abitativa". Il punto 3 comma a) recita: "possesso dei requisiti di accesso all’E.R.P. secondo la vigente normativa in materia". Basta questo punto a lasciare fuori per 10 anni dalla graduatoria tutti coloro hanno occupato abusivamente un immobile.