22 aprile 2016

Tangenziali e Passanti: ma delle normali piste ciclabili no?

Oggi l'Assessore alla mobilità Colombo lancia il Passante Verde, che prevede il raccordo di spazi verdi e parchi. L'idea in se non è male, ma se la si contestualizza nella città si capisce quanto sia miope e limitata e mi chiedo, dovendo sempre fare i conti con le risorse economiche che sono limitate, se non sia più utile fare altro. Mi spiego. Le persone in città si muovono tutti i giorni e più volte al giorno per andare al lavoro, a scuola, per accompagnare figli alle varie attività etc etc. Quando si va al parco? il week end per la gita domenicale. Allora prendi la bici e con calma ti fai il tuo giretto. Bello, bellissimo!

E tutti gli altri spostamenti quotidiani? Perchè non investire prioritariamente nei percorsi che tutti i giorni uno è obbligato a fare per necessità, invece che mettersi avanti con i lavori per spostamenti di piacere? Dico questo perchè se si vuole fare veramente un cambiamento culturale di mobilità sostenibile e ciclabile, bisogna mettere le persone in condizione di avere una valida alternativa all'auto per tutti quegli spostamenti necessari (scuola, lavoro, etc etc), per i quali è indisipensabile muoversi con rapidità e in tutta sicurezza, non con piste ciclabili che sono percorsi ad ostacoli, così anche i ragazzini possono spostarsi autonomamente senza costringere i genitori a fare i taxi, basti solo pensare chi da Zanardi - Bertalia - Noce deve andare in piscina all'Arcoveggio, in auto sono poco più di 10 minuti, in autobusci vuole quasi un'ora e in bicicletta c'è uno spezzatino tortuoso di ciclabili.

L'Assessore dimostra anche in questa occasione di non avere una minima idea delle necessità quotidiane dei cittadini, ma si sa siamo in campagna elettorale e contano le "suggestioni".
Ma d'altra parte cosa ci si può aspettare da un Assessore che per capire le abitudini (non le esigenze) dei cittadini prende i bus in incognito e gira in taxi. Caro Assessore, ti invito a venire in giro con me e con mio marito per una settimana, correndo tra impegni di lavoro, istituzionali, scolastici, sportivi, dentista e imprevisti vari, con tre adolescenti al seguito, alternando auto, moto, furgone, bicibletta, autobus, piedi a seconda delle necessità (non delle abitudini). Poi riparliamo di mobilità cittadina e metropolitana con cognizione di causa, non con spot elettorali.

1 commento :

  1. Molte delle cosidette piste ciclabili a Bologna fanno ridere i polli. Provate ad andare in stazione a piedi (o sulla bici) e noterete che sul Ponte di Galliera non è possibile camminare in due (possibilmente con bambini e valigia) senza il rischio di essere falciate da un bici. O di andare in bici senza prendere sotto qualcuno. Idem sul ponte di Via Stalingrado. Non basta spruzzare un riga gialla per dividere il marciapiedi e chiamarlo "pista ciclabile". E' vero che è stato fatto l'autostrada delle bici sui viali, ma prima bisogna arrivare vivi.

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